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lunedì, dicembre 31, 2007
Il giallo dello 08.08.08

 

Primo Gennaio 2008. Una villa della Brianza.
“Cribbio e stracribbio, licenziate chi ha stampato questa agenda, chi l’ha venduta e chi me l’ha regalata!” Il Cavaliere è furente: vorrebbe avere fra le mani un Prodi qualsiasi per farlo picchiare da Schifani, giusto per sfogarsi un po’. Tiene fra le mani un volumone quasi più grande di lui – il ‘quasi’ è d’obbligo, pena ulteriore sfuriata. Una meravigliosa agenda del 2008, in cuoio della Val di Chiana, lavorato a mano; la copertina sbalzata con un suo ritratto a medaglione. Carta Pineider lavorata a mano, stampata con caratteri Bodoni, in tiratura limitatissima. Un gioiello tutto per lui, dove appuntare i suoi impegni più riservati … ma, cribbio! manca la data dell’8 agosto, proprio il compleanno di QUELLA signora! Non c’è nel calendarietto iniziale; non c’è neppure nei fogli dei singoli giorni. Si passa direttamente dal 7 al 9.
Le urla hanno messo sul chivalà tutti i valletti, che si precipitano a convalidare l’assurda tragedia, ad esecrarne gli autori e propagatori. Il più solerte della Corte, Emilietto, sta già porgendo al Capo la sua personale agenda del 2008, quale offerta riparatrice. Mal gliene incoglie: il fatidico 8 agosto s’è dato alla macchia anche lì.
Sconcerto irritazione delusione rabbia sconforto panico prostrazione generale.
Ma già Sandrino piomba sulla folla dei prostatici prostranti, raggiante della sua agenda nuova – più piccola di quella del Capo, ovvio. Si va subito al sodo …. e si ripete la scansione di sconcerto … omissis … omissis …..
La villa viene messa sottosopra; ognuno, giù giù fino all’ultimo degli stallieri, controlla la propria personale agenda, il proprio privato calendario da scrivania o da parete ….. e sempre, sempre manca, ovunque, l’8 agosto.
Telefonate videotelefonate SMS e.mail MSN telegrammi
… il tam-tam telematico in pochi minuti perfeziona il giro del mondo. Risultato: in Borsa i titoli delle compagnie telefoniche volano alle stelle e il Pianeta, Urbis et Orbis, piomba in unica,
immane tragedia: nel 2008 tutto il mondo transiterà dal 7 al 9 agosto.
Chi? - ci si chiede dalla savana alla tundra artica all’estrema pampa patagonica– chi ha osato compiere quel furto planetario?
L’indignazione è generale, condivisa, solidale: persino Fidel Castro, addirittura l’Iran, all’Onu si allineano al documento di condanna della Presidenza.
Lo sdegno è alle stelle e proprio da lì ….
Sera del Primo Gennaio 2008. Superattico della Bufalotta, Roma. L’astronomo dilettante Epifanio Fiore, generale dell’Esercito in pensione, sta puntando il suo potente telescopio Celestron verso un altro superattico, alcune centinaia di metri più in là, verso il Centro – ma non della Galassia. Come tutte le sere, la giovane Marchesa Giuseppina Grazioli Ruspoli Borghese della Polvere riceve, nell’alcova al superattico del suo palazzo secentesco, il prestante amante - che, per devozione alla privacy, chiameremo Silvestro Stallone. “Meglio di un tripla luce rossa!” ha confidato euforico il valente astronomo agli amici del Circolo del Tresette.
D’un tratto, sente la moglie che sale verso la sua postazione. Rapido come la folgore (coglieranno, i più, il sapore di questa similitudine …?) punta il tubo del lungoocchio verso la volta celeste. L’arcigna ma premurosa consorte gli raccomanda la sciarpa ben stretta intorno al collo e gli chiede per che ora vuole la tisana della buonanotte. Poi ridiscende.
Lui, per non destare sospetti, è rima sto con l’occhio appiccicato al Celestron … e per poco non raggiunge l’orgasmo iniziato con la scena precedente.
Il giorno dopo la notizia fa il giro del mondo, su giornali, telegiornali, internet: “Generale italiano in pensione, astronomo dilettante appassionato e scrupoloso, scopre cinque anelli multicolori intorno a Giove. La scienza ufficiale non trova spiegazioni, ma indaga a tutto campo”.
Nel frattempo, l’indignazione per il furto dell’8 agosto non si placa. Si mettono in moto le Agenzie Investigative di tutto il mondo: “Il mondo s’indigna – la Digos indaga”, tuona Goffredo Briscolazzi, il Dirigente del Reparto Investigazioni Non Comuni (R.I.N.Co.). Mette subito alla frusta i suoi uomini - tutti agenti scelti che hanno dovuto superare un durissimo esame di enigmistica teorica e pratica. Il lavoro è durissimo, condotto a tutto campo, senza nulla tralasciare, nemmeno la minima traccia.
E’ chiaro - non è per caso che si diventa Dirigenti del R.I.N.Co. – che dietro quella sparizione si cela un ben preciso messaggio, forse esoterico, forse mafioso, forse addirittura proveniente dallo spazio.
08 - 08 – 08: questo il nodo da sciogliere.
Si va dalla Kabbalah, alla Smorfia, ai moduli per la dichiarazione dei redditi, ai prefissi telefonici, ai numeri verdi. Dietro quei tre 8 preceduti da tre 0 si vuol vedere un rimando al 666, il cosiddetto numero della Bestia, Lucifero. Chi invece ne trae una indicazione soprannaturale per una giocata al Lotto: 8 – 80 – 3 – 24, per ambo, terno e quaterna su tutte le ruote per 24 turni. Chi, rilevando che la H occupa l’ottavo posto dell’alfabeto e che dai tempi della scuola si sa che la H è la lettera muta, vuol vedere un messaggio divino invitante al silenzio per tutto l’anno. Chi invece nelle tre H legge le iniziali di un nuovo gruppo cattoariano fondamentalista: Hic Haec Hoc. Chi, ancora, facendo notare che l’8 messo in orizzontale è simbolo dell’infinito, ne deduce che qualcuno abbia inteso svelare alla umanità del terzo millennio che nel 2008 si interromperà il tratto temporale che va dall’inizio (0) all’infinito. Cioè, ci sarà la fine del mondo: l’8 agosto.
Studiosi di chiara fama dragano i documenti storici relativi all’anno 8 dopo Cristo, per scoprire che successe l’8 agosto. Non se ne trae alcuna indicazione valida anche perché i tizi dell’epoca non diedero molto risalto a quella data singolare, ignorando di trovarsi nell’8 d.C. Solo in uno pseudo Flavio Giuseppe si narra di un giovane falegname brianzolo che l’8.8.8 emigrò in Palestina in cerca di lavoro. Lo trovò, narra lo storico, presso un falegname di nome Giuseppe Cristo, padre di tale Gesù Cristo. Il brianzolo lasciò ben presto la falegnameria per darsi alla pesca sul lago di Tiberiade. Pare avesse un buon senso degli affari e ben presto divenne il più importante pescatore della Galilea, in possesso di ben tre enormi reti. Ma quelli del R.I.N.Co. nulla ne poterono dedurre di interessante per le loro indagini.
Accadde, invece, un altro inquietante episodio, mentre quei segugi fiutavano ogni pista possibile e immaginabile, fino a sfociare nell’inimmaginabile. Una mattina – era il 7 gennaio – davanti a Montecitorio e alla Basilica di p.zza S. Pietro confluirono misteriosamente centinata di lama andini, che presero a sputare a raffica sui parlamentari e sui prelati in transito. Non si seppe mai da dove erano venuti né chi ve li avesse portati. Prima di essere catturati e portati fuori città, i due gruppi di quadrupedi, sputando a terra in misterioso sincrono, composero sul selciato di entrambe le piazze l’arcana scritta UMANRAITS. Alcuni fotografi presenti sul posto fecero appena in tempo ad immortalarla, perché subito dopo le due greggi calpestarono la scritta da esse stesse composta.
Altro rompicapo per gli uomini di Goffredo Briscolazzi e dei suoi colleghi internazionali.
Migliaia di file immagazzinati con milioni di informazioni. Milioni di pagine lette e scrutate. Interrogate milioni di persone. Dragati fondali marini, lacustri e fluviali. Setacciate le periferie di tutte le metropoli. Registrate le conversazioni in tutti i confessionali del mondo e in tutte le portinerie di condominio.
Nulla nulla nulla: lo 08.08.08 continua a restare assente da tutte le agende e i calendari del mondo. Nessuna richiesta di riscatto.
La sera dell’8 gennaio il figlio undicenne di Briscolazzi corre incontro al padre urlando di gioia: “Papà! Papà! Ho vinto, ho vinto un viaggio per due persone all’inaugurazione dei giochi olimpici a Pechino! Andiamo, vero?!”
“Bè. Certo, ma … che giorno è?”
“Papà, ma è l’8 agosto!” gli strilla con tono di rimprovero il marmocchio.
Gli avessero – al Briscolazzi padre – sparato in faccia un flash da un milione di gigawatt, non avrebbe avuto lo stesso effetto abbagliante di quella rivelazione. Abbraccia il figlio con un trasporto che mai ha avuto, gli promette di portarlo a Pechino e poi corre dal proprio Capo.
“Dottore, il capo è risorto!”
“Che cazzo dici, Briscolazzi?!”
“Mi scusi … l’emozione … il caso è risolto!”
Convocare una conferenza stampa in mondovisione è uno scherzo, con l’euforia che hanno in corpo quelli del R.I.N.Co...
E, finalmente! Il mondo seppe.
Lo 08.08.08 era sparito dai calendari e dalle agende per protesta contro l’inizio, proprio in quel giorno, delle Olimpiadi a Pechino. Per lo stesso motivo i 5 anelli olimpici erano emigrati intorno a Giove, la divinità principale dell’Olimpo greco. E i lama avevano sputato a terra la pronuncia di HUMAN RIGHTS, subito calpestata, per ricordare i diritti umani calpestati in Cina e in Tibet. L’avevano fatto davanti a Montecitorio e a p.zza S. Pietro per ricordare al mondo la codardia dimostrata dallo Stato italiano e dal Vaticano nei confronti del Dalai Lama e l’ennesima vittoria del pragmatismo politico e del primato dell’economicismo.
L’astronomo dilettante Epifanio Fiore e il neogenerale Goffredo Briscolazzi ebbero gli onori della cronaca per giorni e giorni, nonché la nomina a cavalieri della Repubblica.
Insieme ad una settimana a Pechino, dallo 08.08.08 al 15.08, totalmente a spese della Repubblica Popolare Cinese.


Non voglio però chiudere l’anno con una nota solo dolente:
auguro a tutta la Terra che il 2008 possa essere l’anno dei Diritti Umani e che gli umani dritti si abbiano quel che si meritano: sputi in faccia.

Prosit a tutti!

Postato da: gregnapola alle 15:13 | link | commenti (1) |
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giovedì, dicembre 27, 2007
Beneforti

be711

Postato da: carognix alle 19:43 | link | commenti |
vignette

Cek

ce706

Postato da: carognix alle 13:45 | link | commenti |

Ricciarelli

rl710

Postato da: carognix alle 13:42 | link | commenti |

martedì, dicembre 25, 2007
Quant'e' buono l'uomo bianco con lo spumante!

 

 

“Padre, padre, sai che i nostri nonni quando arrivava Natale mangiavano l’uomo bianco con molto più piacere, perché a Natale i bianchi sono molto più buoni?”

“Lo so, lo so - sospira il missionario italiano – e so anche quanto è stato difficile convincerli che ‘buono’ non era nel senso del gusto. Ora voi siete più civili e sapete molte cose sulla vera religione. Per esempio: qual è il simbolo del Natale?”

“Il panettone, il panettone!”

“Ma no, ma no: è Gesù Bambino!”

“Ma padre, a Natale si mangia il panettone, non Gesù Bambino!”

“Gesù si mangia da grande, dopo che è morto, nell’Eucarestia, sotto le specie del pane e del vino”.

“Se è la stessa persona, non sarebbe meglio mangiarlo da piccolo, che è più tenero? Padre ce l’hai insegnato tu che è nato in una mangiatoia”“Siete dei cannibali! Gesù non si mangia per riempirsi la pancia, ma per diventare come lui”.

“Padre, anche Vecchioni dice del cantautore ‘se lo mangiamo siam come lui’”

“Blasfemi! Paragonare una canzonetta al Vangelo! Ve l’ho già insegnato che Gesù istituì l’eucarestia nell’ultima cena, intingendo il pane nel vino ….”

“Padre, perché a Natale non possiamo intingere il panettone nello spumante? E nella mangiatoia del presepe possiamo metterci addirittura il panettone? Almeno quello possiamo mangiarlo”

“Basta, basta! Siete ignoranti e cattivi, mi fate disperare, mi rovinate il sangue!”

“No no, padre, non diventare cattivo: l’uomo bianco è più digeribile quando è buono“

Postato da: gregnapola alle 01:09 | link | commenti (3) |
ipertesti caz

Papà ha ucciso Babbo Natale

“Uè, sveglia! Svegliati, dai!”
“Ostrega, cosa c’hai a quest’ora di notte?”
“Ssssccccc! Sbassa la voce: c’è qualcuno in casa, ho sentito i rumori. Vai a vedere, dai”
“Porco il cane, chi vuoi che ci sia, con tutti i sistemi di allarme che c’ho messo in tutta la villa?”
“E io ti dico che ho sentito dei rumori dalla sala. Alzati e vai a vedere, ma senza accendere la luce e senza fare casino, che svegli i bambini”.
Brontola e tira in giro madonne e santi con dietro tutta l’arca di Noè, ma sottovoce, per non svegliare i bambini. Però, quando ha finito di sacramentare, i rumori li sente anche lui, dalla sala.
Col pigiama di flanella firmato (anche la notte reclama le sue attenzioni), scende dal letto, scivola nelle pantofole di cachemire e va nella cabina-armadio. Dietro tutte le sue giacche (che ti dico a fare le firme e i tessuti), protetta nella custodia massiccia, trova la sua UZI, la mitraglietta israeliana automatica, che gli ha venduto uno dei suoi soci dell’import-export. “Con questa sbudelli albanesi, rumeni, jugoslavi e zingari senza che ci dai il tempo di pentirsi dei suoi peccati”.
La paura dei furti in villa, dei micro-sequestri di persona - quelle bestie che picchiano e uccidono senza guardare in faccia a nessuno. Le bestie si trattano da bestie.
Prende l’automatica e scivola verso la sala.
La notte è fredda, il 24 dicembre: il riscaldamento è spento, con quel che costa il metano. Tutta colpa di quei bastardi degli arabi, che continuano a tirar su il prezzo del petrolio che fa aumentare il gasolio e dopo anche il metano. E loro coi nostri soldi comperano le nostre fabbriche e si fanno i rubinetti d’oro massiccio nel bagno ma quelli ce li ha anche lui, ostrega, anche se non puoi mica andare a dirlo tanto in giro se no poi la Finanza ti fa i controlli che dichiari troppo poco.
Vicino al camino c’è davvero qualcuno, che si sta rialzando da terra, come se fosse caduto.
“Bastardo, fermati o ti sbudello!”
Quello là, sorpreso, si gira di scatto per vedere chi parla, perde l’equilibrio, annaspa nel vuoto e si ritrova steso a terra appesantito da un etto di piombo.
La moglie sente la raffica, si butta giù dal lettone urlando e si scaraventa in sala. Accende le luci (vetro di Murano ultimo grido, a dargli ascolto agli architetti), vede il marito diritto in piedi e un uomo sdraiato per terra a pancia in giù con tanto di quel sangue da fare una pozza vicino alla schiena. E’ vestito tutto di rosso, ma un vestito strano, col cappuccio.
“CHI E’?” urla che la sentono anche i rottweiler in giardino e cominciano a latrare come se avessero visto una flotta di clandestini pronti allo sbarco.
“Ma è il Babbo Natale!” urla angosciata fra le lacrime la piccola Jennifer, sei anni, pigiamino di fine flanella francese e babbucce di zibellino. Svegliata dai colpi della mitraglietta si è precipitata anche lei in sala, dove ha visto la luce accesa.
“Hai ucciso Babbo Natale! Cattivo, hai ucciso Babbo Natale!” strilla aggrappata alla camicia da notte - flanella parigina - della mamma.
“Macchè Babbo Natale del’ ostia! Quello lì è un ladro che va in giro vestito così per non dare nell’occhio la notte di Natale”.
“No no, è Babbo Natale! Guarda, è sceso dal camino, è sporco di nero. Hai ucciso Babbo Natale, hai ucciso Babbo Natale!”
“Mocala e pasa fò a durmì! (*)” grugnisce il padre. Poi, brusco, alla moglie: “Portala a letto e vestiti, che io chiamo i carabinieri”.
Intanto che li aspetta, si avvicina al cadavere e col piede gli gira in su la faccia.
Ce l’ha proprio strana, ma non è uno slavo e neanche nero o giallo o una di quelle facce che si vedono in giro adesso dappertutto. Sembra quasi un esquimese, piccolino e cicciotello, con gli occhi un po’ a mandorla.
Frega a me di dove viene, pensa intanto che controlla se la mitraglietta è a posto. Se vieni a casa mia di notte, ti sparo e basta. Legittima difesa preventiva: l’avvocato ha detto che al massimo ti danno l’omicidio involontario. Ci pensa lui a patteggiare e con quattro soldi non fai neanche un giorno dentro e non te lo segnano neanche sulla fedina penale. Tanto, è così anche per quei bastardi delle rapine in villa: se li prendono, fanno dentro poco poco e poi sono di nuovo in giro a far macelli. “In Italia non c’è la certezza della pena!” come dice sempre il suo avvocato che è anche consigliere regionale di maggioranza. Certo che invece quei bastardi di rottweiler, con quel che gli sono costati, scuola compresa, l’hanno lasciato passare senza neanche fare un fischio di avvertimento. Strane bestie, glielo dirà a quello che gliele ha vendute.
I carabinieri – “tutti terroni” - ci mettono un po’ per arrivare (“Figuriamoci, saranno stati dietro a mangiare il panettone che gli ha regalato qualche commerciante per fargli chiudere giù un occhio”): fanno le domande, prendono le misure, chiamano l’ambulanza e poi gli chiedono se ce l’ha un avvocato. Ecco, proprio come se il delinquente fosse lui. Ce lo chiedano a quell’altro, se ce l’aveva l’avvocato!
Il giorno di Natale, radio e televisione danno una notizia che sembra di essere in una fiaba di Andersen: i bambini sono rimasti senza doni di Natale. Babbo Natale non si è fatto vedere.
“Sèèèè, Babbo Natale! – ringhia il padre durante il pranzo natalizio (tutto griffato, che te lo dico a fa’). – E’ colpa dello sciopero dei TIR, che ha bloccato le merci nei magazzini o in giro per le autostrade!”


* “smettila e vai a dormire”

Postato da: gregnapola alle 01:03 | link | commenti |
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venerdì, dicembre 21, 2007
ottomax

Postato da: carognix alle 11:52 | link | commenti |
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domenica, dicembre 09, 2007
Beneforti

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Postato da: carognix alle 20:39 | link | commenti (1) |
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Ricciarelli

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martedì, dicembre 04, 2007
ottomax

Postato da: carognix alle 16:42 | link | commenti |
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lunedì, dicembre 03, 2007
FINALMENTE L'HANNO BECCATO

Nella foto, il ricercato C.M. mentre viene tradotto nel luogo dove da almeno dieci anni meritava di finire.

Postato da: carognix alle 13:25 | link | commenti |

domenica, dicembre 02, 2007
ORO INCENSO E MIR...CO stefanon

Vi svelo un segreto su Villa di Arcore
che pochi conoscono:
sono così tante le auto a disposizione del Cavaliere
che dai piani superiori si può scendere in due diversi
parcheggi
Infatti nella pulsantiera dell’ascensore di Villa Arcore
ci sono i tasti P1 e P2
Naturalmente il Cavaliere preme solo e soltanto
P2… P2… P2… P2

Postato da: mircomirco alle 21:15 | link | commenti |
oro incenso e mir co

sabato, dicembre 01, 2007
Giò

gr709

Postato da: carognix alle 14:18 | link | commenti |
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Ricciarelli

rl720

Postato da: carognix alle 14:17 | link | commenti |
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