
Satira, umorismo e cazzeggi vari
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carognews
dalla cantina con amore
dalla rete
il piacere della scoperta
insuperabili
ipertesti caz
madsense
mm40
non disturbateci
oro incenso e mir co
seria mente
surfin usa
the best of
vignette
visitato *loading* volte
Amava le donne però a giorni alterni,
negli altri sognava di vendere kaki.
Il sabato il culo puliva ai macachi
gridando: “V’invidio perché siete eterni”.
Un po’ per lavoro, un po’ per diletto
faceva il presunto senz’altri aggettivi.
Son tanti fra i morti i ‘presunti esser vivi’
Per ogni Pinocchio c’è un morto Geppetto.
Lavava le strade con acqua e sapone
ma solo Marsiglia al profumo lavanda
La sera suonava però nella banda
trillando col fischio del capostazione.
Non pochi ne aveva scolati di fiaschi
lo scolo giammai contraendo neppure
Il losco individuo roteando la scure
riuscì a scorporare il Monte dai Paschi.
“Mannaggia la sfiga!” gridò Domitilla
cui il Monte di Venere andato era in fiamme.
“Saran tutte belle del mondo le mamme
però quando è l’ora io voglio Godzilla”.
Davanti a parole così maliziose,
il nostro, vedendo se stesso peloso,
piangeva perdente ma non più vizioso.
Potè solo scuoter le cicce adipose.
E’ l’Adipe un fiume che scorre in Trentino
nei laghi gemelli di Colo e Sterolo
Dei Monti Lipidi raccoglie lo scolo,
lui che dal San Grasso sbucò qual filino.
La Storia non dice se ci fu un finale
- la Storia che, muta, si muta nei tempi.
Noi che siamo pii ma pure siam empi
chiudiamo schivando una rima banale.
Sebino

Piripicchio piripacchio
quant’è bello il governicchio
del Romanico Prodicchio
che non si capisce un cacchio.
Piripacchio piripicchio
quivi ognun se la ridacchia
perché vede la mortacchia
che comanda proprio un ficchio.
Piripicchio piripacchio
non si sbaglia chi l’azzecchia
che qualsiasi una petecchia
se lo mette dentro al sacchio.
Piripacchio piripicchio
la fiducia gli s’ammucchia
Come il latte lui la succhia
ma la mucca ormai è un viticchio.
Piripacchio piriponchia
lui è un uomo senza macchia
nero come una cornacchia
qual pretonzolo bofonchia
Piripacchio piripicchio
perch’é buono non s’incacchia
quindi ognun si fa la pacchia
coltivando il proprio orticchio.
Piripicchio piripacchio
se la musica è un po’ vecchia
la si suona anche ad orecchia
A suonar sempre è il batacchio.
Piripacchio piripinchia
sento sfrigolar l’abbacchio
per un po’ me la ridacchio
ma ho paura per la minchia.
Piripacchio piripicchio
vive sotto lo spauracchio
di contare proprio un cacchio
Lui è un premier - ma di nicchia.
Sebino

Il prode Cav, da berbero vestito,
celatosi in luoghi un po’ affollati,
nascose sua presenza di marito
alla sua bella ed altri attovagliati.
Danzò, cantò. Ei fu irriconoscibile
ad una Signora, che si spaventò
che ignoto si movesse da invincibile
e senza alcun timore l’abbordò.
Com’ella, ancor turbata, non si mosse
ei pronto le svelò le sue sembianze.
Di fremito il cuor d’ella ben scosse
prima d’appalesare dono sol per ganze…
BZZZZZ.....
"Il nostro amato Presidente del Consiglio ha trascorso un sereno weekend in compagnia della sua sobria ed elegante consorte nei romantici lidi di Postano (invero ben frequentati nella storia – vedasi JFK e Jackie O, per dire un confronto comparabile.). Eccovi le piacevoli foto del caro Premier in braghette, in compagnia di quel gran bel pezzo d’uomo di Arturo Parisi, che conversano seri e operosi sotto l’ombrellone. Mentre la first lady, elegantissima nel suo bel bikini rosso (che senz’altro segnerà l’inizio di una nuova moda), lo assiste amorevolmente e sobriamente, come tutte le grandi donne fanno con discrezione e intelligenza."
Sproporzionata fu d’Isarele la reazione
Ma gli hezbollah in conbutta sono con i siriani.
Nel frattempo muoiono a centinaia gli umani.
Uovo e gallina affogarono nell’acquazzone.
Guardo lo specchio e rifletto.
Lo specchio riflette.
Una riflessione comune.
Lo specchio riflette me che rifletto.
Una metariflessione.
Rifletto sullo specchio che mi riflette mentre rifletto.
Lo specchio – perplesso – mi rimanda anche questa riflessione.
D’improvviso, un riflesso dalla finestra di fronte colpisce lo specchio.
Lo specchio, colpito da questa improvvisa riflessione, riflette.
La riflessione si fa profonda.
Riempio d’acqua la vasca da bagno; vi immergo lo specchio. La riflessione si fa ancora più profonda.
Eureka! Archimede non fu l’inventore degli specchi ustori: Archimede ERA UNO SPECCHIO! Infatti, immerso nella vasca da bagno, riflettendo, elaborò il famoso ‘Eureka!’
Il mio è uno specchio molto lucido: come mi paro davanti, subito mi riflette. Ha i riflessi pronti.
Guardo la mia immagine riflessa nello specchio e rifletto: lo specchio è come Dio.
Come.
Infatti mi crea non a sua ma a mia immagine e somiglianza.
Con uno specchio, ognuno di noi può farsi Dio.
‘Farsi’ inteso nel sendo di divenire, zozzoni.
Io sono un riflesso di Dio. Sono io che rifletto Dio o è lui che si riflette in me? Insomma, chi è lo specchio?
Dare dello specchio a Dio è una bestemmia?
Di uno specchio fatto ad arte si può dire che è fatto da Dio.
Essendo un riflesso di Dio, non posso che essere uomo di specchiata virtù. Infatti, ho saldi principi morali. Approfittatene: i saldi stanno per finire.
Cambiamo immagine. Riflettiamo (suggestione offerta da Cacciasri) su uno speck che si specchi e nel far ciò rifletta a se stesso specchiato dallo specchio. Lo speck riflette sullo specchio che lo riflette.
Ma qui entriamo nel campo dell’imponderabile.
Pensate a Catherine Spack che si riflette in uno specchio mentre mangia lo speck con uno spicchio d’aglio.
Riflettete, speculando, sulla Spack che si specchia mentre mangia dello speck con uno spicchio d’aglio leggendo il dottor Spock.
Voi capite che basta averne voglia e le riflessioni sono infinite.
‘riflettere’: rifletto all’infinito.
Se metto uno specchio in borsa, voi pensate che voglia speculare. No: voglio solo preervarlo dall’emicrania dovuta alle troppe riflessioni.
Ho riflettuto troppo a lungo e mi sono appannato.
In conclusione:
1. la riflessione non è appannaggio del solo specchio
2. lo speck stagionato è più buono
3. la Spack è stagionata ma non è più bbona
4. Basta spegnere la luce e lo specchio smette di riflettere
5. Chi ha spento la mia luce interiore?
Non dire risicato. Forse è breve
il margine che oscura qualche gioia
e t’evita un commento che dir greve
consente di non sprofondare in noia.
Non dir pericolante, mai.
Quel non so che che muove i tuoi desii
e poi ti porta presto dentro i guai,
chè mai valicheresti quei pendii.
Giammai precario, no quello non è.
Anche se d’un lavoro cerchi offerta,
non chiederti incredulo il perché:
origine del mondo ancor non fu scoperta.
Neppure ambiguo, anche s’èsso sia gay,
di scarto non si può mai dire sesso,
vaga di qua e di là, e dice ehi!
E s’agita neppur fosse un ossesso.
Lo conti e vedi quanto conta.
Un brivido ti coglie dentro il cuore.
Un fremito improvviso ti sormonta.
E subito ti nasce un forte amore.
Corri in Senato e prova l’emozione!
Se sesso non t’ha dato tal responso,
guarda con occhi tuoi la votazione
e non celare un brivido sì intonso.
Gremivano le frottole in guazzetto
le spiagge dei mormoni a Salt Lake City.
Due quacqueri di Dallas rimbambiti
chiudevano il discorso col lucchetto.
Sciamavano le vergini in Nebraska
cantando ‘Samarcanda’ di Vecchioni.
Bruce Sprengsteen strimpellava* con Baglioni
reterne primavera dell’ Alaska.
Don Bacchy trafficava nella seta
Dormiva sul gelso Mino Reitano
Soffriva di varico Celentano
Mogol si confessava analfabeta.
Partirono da Quarzo per Marsala
Un terzo posto andava pure bene
Lo scherzo fu che senza le catene
a marzo sulla Sila ci s’impala.
La Sila mi ricorda Monna Lisa
Da lì gli alisei il passo è breve
Il passo spesso è chiuso per la neve
La perla dei pisan si chiama Pisa.
Il Sarpi fratacchione amava Capri
per via delle caprette, non per altro
Siccome ch’era pure molto scaltro
andava a spigolare pure a Sapri.
La spigola fa il pari col branzino
ma a Branzi casomai si pescan trote.
In Brianza chi si sposa porta in dote
due uova rotte fatte al tegamino.
Potrei andare avanti all’infinito
restando però sempre io imperfetto.
Leopardi ci ha già messo su il colletto.
Io per modestia scrivo “che ho finito”.
* quanto mi piacerebbe vedervi mentre pronunciate questo scioglilingua!
nota di servizio: questa settimana aggiornamenti ridotti causa ferie: chi può aggiorni da sé il blog, grazie.
Stefanix
Calciopoli.
Continuano da più parti le richieste di un’amnistia. I dirigenti coinvolti sperano in un Salvatore. Lo troveranno? Secondo alcuni sì, e con un metodo piuttosto semplice: basta che i Re Moggi seguano la Mastella Cometa.
Materazzi.
Si aggrava la posizione dell’Italiano dopo le due giornate di squalifica subite. Sembra che Taormina abbia deciso di assumerne la difesa per un eventuale ricorso .
Calciopoli.
Per i più pessimisti, il mondo del calcio è talmente marcio che bisogna trattarlo come fosse un computer in blocco: se lo si vuole riavviare, è necessario prima arrestare il sistema.
Juventus.
La penalizzazione di trenta punti è sembrata una mazzata anche per chi tifoso bianconero non è. Ma per qualche ultras torinista poco compassionevole ciò non è sembrato abbastanza: “Ehi, hanno fatto trenta, potevano ben fare trentuno”.
Interisti.
E’ panico fra i tifosi nerazzurri: con la Juve in B e il Milan penalizzato, in quale modo tragicamente ridicolo l’Inter riuscirà a farsi sfuggire il prossimo scudetto?
Amnesty International.
Le pressioni della Ong verso i casi di tortura riscontrati nel Nostro paese hanno prodotto un grande risultato. Se ai prossimi Europei la Rai minacciasse di confermare i telecronisti del Mondiale, il Governo Italiano si è impegnato a dotare i gli abbonati di un telecomando con il tasto audio “Mazzola-off”.
Scudetto.
A causa delle pressioni dell’Uefa, sembra che lo scudetto 2005-2006 sia necessario assegnarlo a qualcuno. Capite? Lo scudetto-pippa, lo scudetto inutile, lo scudetto che non vale più niente. Beh, non può che andare all’Inter.
Federica, showgirl in carriera:
da Letteronza a Schedina

Sebino
Qualcuno sa dirmi, per favore, che fine ha fatto l'influenza aviaria che alcuni mesi fa uccideva i cigni in Sicilia?
"Sono nel Corridoio Umanitario!
C’è qualcunooo?
Mi sentiteee?"
(glu glu glu glu glu glu…)
Sebino

Gregnapola nell'Olimpo dei poeti. La mitica "Guerra di Silvio", la parodia della Guerra di Piero di De André in chiave berlusconiana, la cantano ormai tutti. Pure i parodiati, segno distintivo della vera consacrazione.
Sì perché la canzone è stata citata in un articolo del Giornale di fine Giugno, a commento di un articolo sullo stato dei satirici anti Cavaliere.
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=100500
Che dire di più, Gré? Aspetta che Silvio la canti con Apicella: da lì in poi inizia pure a chiedere le royalties...
Frignano le cicale carognose,
scaracchiano 40 e anche più gradi
Gli stati miei mentali sono bradi
e le sinapsi dormon notti afose.
La cappa ormai si estende fino alla esse
e l’afa sia di notte che di giorno
ti fa sudare come in un film porno
che fai l’amore con le elefantesse.
Si scioglie anche il granito come burro
Resiste ancora un po’ il governo Prodi.
I taxi nel paese di Bengodi
hanno in Veltroni il loro Angelo Azzurro.
I farmacisti mangian pane e ortica,
non campan solo coi medicinali.
Vorrebbero spacciare anche i giornali
che in quanto a bugiardini scherzan mica.
Il caldo scioglie tutto, anche i maroni
Scioglie i cervelli, squaglia le coscienze.
Bersani paga pegno alle licenze
e lo piglia in saccoccia da Veltroni.
Paura tsunami in Indonesia: dopo che il Paese è stato colpito lunedì da un’onda anomala, un altro allarme è scattato con la nuova forte scossa avvertita a Giacarta.
Nella capitale e nelle zona vicine, la popolazione, già duramente provata, è stata presa dal panico.
D’Alema: “Reazione sproporzionata”
Immagina che un giorno cambi tutto,
che il sole sorga in coppia con la luna,
Berlusca che va a spasso con la Duna,
il papa chiude l’Angelus col rutto.
Immagina che il dì di carnevale
il sole sciolga pure i sampietrini.
Immagina che un dì Gianfranco Fini
sia Re cantando l’Internazionale.
Rutelli che va in giro in perizoma
cantando le ‘Osterie’ con Bertinotti
e invece a fare i fighi nei salotti
ci vanno vere bestie ma da soma.
Gli imam si fan le canne e cantan Dylan
Bin Laden fa da spalla alla Guzzanti.
I gay fanno l’amore col davanti
Andreotti fa lo stopper ma nel Milan.
Tu pensa che la neve scenda arrosto
e gli iceberg te li danno già panati.
Nelle oasi crescon datteri ibernati
e i dromedari fanno anche il prevosto.
Tu pensa, se succede tutto questo
il mondo si ritrova a gambe all’aria:
ci danno i soldi con la Finanziaria
e l’evasore il nome avrà d’onesto.
Che incubo questi stravolgimenti!
fortuna che son frutto delle rime.
Buon Dio, che sei Signore delle cime,
da’ luogo solo in Cina a I Mutamenti.
Se una notte d’inverno un viaggiatore
pasteggiando con vodka e con gaspacho
in faccia vi arrivasse un turpe bacio,
forse che chiamereste il controllore?
Se guardando negli occhi una giraffa
un giorno che non c’è nessuno un giro
avvertiste per caso un capogiro,
siete giunti al bicchiere della staffa.
Se il ministro degli Esteri D’Alema
picchia i pugni: “Io rimetto il mandato!”
è perché s’è un po’ troppo ingozzato
e lo stomaco rischia l’edema.
Dall’Iraq ce ne andiamo di sicuro,
in Afghanistan facciamo a li mezzi.
Nel Libano, che sta cadendo a pezzi,
andrem con l’Onu, dice baffoduro.
Il Fausto ha già strigliato gli estremisti
- quelli che stanno al governo con lui –
“L’Italia, siamo mica Rapa Nui!
E basta di giocare ai pacifisti!”
L’Italia - ormai lo sanno anche i bebè -
è un Paese molto diplomatico:
la nostra politica - è assiomatico -
se prima est/era, adesso ovest/è.
Con questa vignetta, Sebino ha vinto l'edizione 2006 del concorso "Olio di Satira".
Complimenti !!!

Ma, se muore Moggi, per sapere da quanto basterà toccare il telefonino?