
Satira, umorismo e cazzeggi vari
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carognews
dalla cantina con amore
dalla rete
il piacere della scoperta
insuperabili
ipertesti caz
madsense
mm40
non disturbateci
oro incenso e mir co
seria mente
surfin usa
the best of
vignette
visitato *loading* volte
Da piccolo ho avuto un rapporto sessuale con una cagna pechinese di nome Godzilla. Sono stato sedotto, perché lei era più adulta di me. I suoi l’hanno fatta abortire.
Storace non rispondeva al cellulare, allora sono andati in una struttura privata gestita dai Templari. Quel giorno c’era lo sciopero dell’Alitalia: la confusione regnava sovrana. Per abbatterla ci voleva una rivoluzione.
Purtroppo l’agenzia di stampa della CEI annunciava che Mao era morto mentre attraversava London Bridge, un giorno senza sole: travolto dalla Rolls di un finanziere della City che aveva intuito che il futuro era investire sui cinesi.
Lenin girava il mondo in una botte di vodka, con una torcia elettrica nella sinistra e le Pagine gialle nella destra, chiedendo a tutti: “Che fare? che fare? che fare?”.
Trotskj faceva soldi con una ditta di posta celere: ‘Il piccone viaggiatore’.
Gimondi correva seri pericoli per via di una infiammazione al soprasella, che si era trasmessa anche alla “Sella & Mosca” provocandone il fallimento (come da report allegato. N.B. Controllare che siamo sulla Terza Rete; se no mandare a letto i bambini).
Restavano solo Bertinotti, Marco Rizzo e Diliberto. Saputo che la cagna era pechinese, non persero tempo: convocarono Lando Fiorini e insieme andarono sulla spiaggia di Rimini a cantare: “Il mare d’inverno”. Arrestati per turbativa della quiete pubblica, furono associati alle carceri di Regina Coeli. Intuendo una squallida manovra clerical-fascista, inscenarono una manifestazione di protesta contro l’Alta Velocità in Val di Susa; riuscirono a convincere tutti i detenuti a scandire in coro con loro per ventiquattro ore consecutive: “Chi va piano va sano e va lontano”.
Fu un successo: Veltroni se li fece assegnare, tipo servizi sociali, per la derattizzazione del Campidoglio, ancora infestato dai tempi del ratto delle Sabine. I quattro, vestiti da cavalieri dell’Apocalisse, giravano sui pattini a rotelle per gli scantinati, urlando: “Fascisti, carogne, tornate nelle fogne”.
I ratti, già colpiti dalla sovrappopolazione, di fronte al rischio di una massiccia invasione di extracomunitari si rivolsero al Ku klux Klan sez. Trastevere per dare la caccia ai neri.
Ciampi, costernato da queste notizie, si mordicchiava i sopraccigli e cadde in stato confusionale. Lo trovarono il giorno dopo che passeggiava sul Lungotevere allagato, mano nella mano, con Franca Rame.
Non lo nego: crebbi traumatizzato, a seguito della violenza subita e del non aver mai visto il frutto dell’amore. Di quella vicenda, mi è rimasto almeno un tenero ricordo: una TDK c60 al cromo con inciso ’Il mare d’inverno’ cantato a cappella da Bertinotti, Rizzo, Diliberto e Lando Fiorini. Sullo sfondo si vede uno scorcio della spiaggia di Rimini, vicino alla Minitalia.
Purtroppo, io ho solo il mangiadischi.
D'Alema ha dichiarato da Vespa che in caso di vittoria dell'Ulivo gli piacerebbe essere nominato Ministro degli Esteri.
Ecco, le grandi questioni della vita. D'Alema: Farnesina o farneameno?
Non è che lo faccio a posta: quando mi prendono gli attacchi di stitichezza do il meglio di me stesso. Lo psichiatra del CIM dove frequento dice che dipende da quella volta che ho provato a dare il meglio di mia moglie ma non me l’ha comperata nessuno. Sono stato costretto a tornare su di me. E’ un circolo vizioso. Come i circoli della Margherita che c’è Rutelli che sfoglia M’amo / Non m’amo. Gli resta N’ano. Terapia ad personam (per me e Rutelli): andare in stazione e prendere l’accelerato Palermo – Casacalendula (CB). Fa niente se io la stazione più vicina ce l’ho a Rovato (BS): conta l’intenzione e la forza di volontà. “Abbiate fede e sposterete le montagne”: il motto di Lunardi per l’attuazione della variante di valico.
Quello del CIM mi ha detto che l’importante è essere convinti di volere una cosa e la Storia ti assolve. Metodo Berlusconi: poi l’elettorato decide se passare alla Storia o alle vie di fatto.
Dopo le offese di Casini a Berlusconi, che siccome credeva di non averle sentite in effetti non ci ha dato peso e ha detto che non riguardavano lui perchè non le aveva nemmeno sentite e anche Casini ha detto che aveva ragione il Cavaliere a non averle sentite.
Periodo sospeso.
Sofri dice che lo tirano fuori di galera, però non è la grazia. Grazie. Per lui era una bella disgrazia che non gli davano la grazia. Però adesso che c’ha avuto la disgrazia all’esofago la grazia quasi gliela danno. Per qualcun altro è una disgrazia se gliela danno la grazia. Il ministro Castelli non gliela vuol dare perché lui è un ingegnere, è buono di fare i calcoli, mica le operazioni all’esofago. Ma Ciampi la grazia gliela darà, perché è di Livorno, non manda giù che un carcere di Pisa abbia la fortuna di ospitare uno come Sofri che è tutta pubblicità per il paese. Il Vernacoliere è favorevole al secondo mandato a Ciampi, ma non si ricordano più il nome del giudice che ha emesso il primo.
Il Centro di Igiene Mentale è una bella cosa. Lì sei al riparo anche dall’aviaria. Vietato toccare il culo alle infermiere, perché sono tutti maschi.
Non c’è più l’elettroshock: terapie all’avanguardia. Tipo: ti fanno rivedere 40 volte di fila Fassino e la tata dalla De Filippi e tu: 1) non devi masturbarti; 2) devi resistere all’impulso di 2.1) baciare il pomo d’Adamo di Fassino o 2.2) in alternativa il delta di Venere della De Filippi (il punteggio è uguale); 3) non puoi cantare ‘L’Internazionale’ sulle note di ‘Fin che la barca va’. Se vinci, ti porta fuori a cena la moglie del primario; dopo vai in giro a dire che anche tu hai fatto la primaria.
Come battuta è cretina; come donna c’è di meglio.
Il sindacato fa sciopero per tutte le scemenze (vedi riquadro. N.B. Le tabelle non mi vengono mai, come la pastasfoglia), ma sulle questioni di fondo lascia il lavoratore nell’ignoranza e non gli tutela i diritti di fondo. I teologi si sono messi d’accordo che il Limbo non esiste. Più.
cancellato.
Nessuno dice niente, nemmeno Feltri e Ferrara continua a tirarsi giù le caccole dal naso e schiacciarle a caso sul foglio.
Tutto continua come prima. Anche i radicali: referendum per abortire l’art. 18 e sull’abolizione del Limbo, nisba. Forse perchè non gli è venuto in mente prima a loro di farci sopra un referendum.
Se cominciano a crollare i punti fermi di una vita, di una società, dove andremo a finire. Il Limbo so che non se ne parla nemmeno a ‘Chi l’ha visto’: l’hanno tirato fuori i teologi nel 1300 ca. perché non sapevano più dove mettere i bambini che morivano prima del battesimo e tutti quei poveri cristi che erano morti prima di Cristo: se non c’erano i peccati cristiani, erano morti tutti, più o meno, né buoni né cattivi. Paradiso no, ma neanche inferno; Purgatorio nemmeno; e allora? Il Gruppo Misto non c’era ancora; hanno tirato fuori il Limbo.
Adesso è giù di moda: se pensi che non hanno messo le radici cristiane nella Costituzione europea, cosa ce ne facciamo del Limbo?
Così però mi crolla tutto l’impianto; capace che dopodomani o fra una settimana il Ratzinger, che è un papa rivoluzionario, mi salta fuori che la madonna era mica vergine e nemmeno la sua mamma, che so io, perché gli archeologi hanno scoperto che all’epoca la fecondazione in vitro non c’era ancora perché non c’era il vetro. Son cose che fanno male al cuore; la DC ne risente e Casini perde i voti, prende i voti e fa la monaca di Ponza. E non c’è nemmeno un Manzoni a scriverci sopra.
Dove andremo a finire.
Come quella volta che, mi ricordo, il concilio di Trento, sarà stato il suo bel 1500 e metà circa, scopre che la donna ce l’aveva l’anima. Ma come: Aristotele aveva torto? Non è possibile: come se oggi qualcuno saltasse su a dire che Taormina dice la bugia quando sostiene che la Franzoni è innocente. Ipse dixit: Lui l’ha detto.
(nota per il lettore: quelli che non sono lettori sono pregati di saltarla. So tutte queste cose perché ho letto tutte di fila sei annate della Settimana Enigmistica sotto l’effetto del Gingobiloba).
Allora la donna c’ha l’anima: gliel’hanno messa di serie in quell’anno lì o non se n’erano accorti prima? La scienza fa progressi: prima del microscopio i batteri, i microbi e tutta quella gente lì non si sapeva che faccia avessero. Va a vedere che anche l’anima gliel’hanno beccata così.
Anche la febbre prima non sapevano di avercela poi la scienza ha inventato il termometro e il Concilio ha detto che la febbre esiste. Però la febbre hanno detto subito che ce l’avevano sia l’uomo che la donna. I gay non si sa perchè allora si parlava ancora in latino.
L’anima non è proprio come la febbre, perché non va e viene e allora ci è voluto più tempo per scoprirla nella donna. Il progresso a quei tempi non correav come oggi. Prendi l’ADSL (anche se è più facile prendere l’AIDS, che tra l’altro è gratis): non ci vogliono secoli prima che ti funzioni. Se sei sfortunato, bastano pochi mesi.
Insomma, oggi l’anima gliela beccavano al volo anche alla donna. E’ stato un bel passo avanti sulla via della liberalizzazione del mercato: adesso la donna può darti anche l’anima. Prima non aveva scelta. Poi dà la colpa all’ Aristotele.
E così eccoci qua senza Limbo: Vespa non ci ha dedicato la trasmissione; Pecoraro Scanio non ha fatto l’interrogazione parlamentare; Pannella lo scioipero della fame; Mastella senza Limbo va a puttane; le puttane in quanto donne hanno un’anima, ma non te la danno a gratis; Aristotele era meglio se cambiava mestiere, piuttosto che farsi sputtanare così da un Concilio, anche se di Trento; Berlusconi aspetta le mosse della Prestigiacomo: Fini ha messo da parte l’idea; corrono voci: anche l’ideale; Casini è nel pallone; non vedo l’ora di dare quattro calci al pallone; anche il pallone ha un’anima; la Lega non vuole l’Inter con 11 titolari extracomunitari, perché l’extracomunitario non ha l’anima, come dimostrato dal filosofo Borghezio; poi sai te se fra un paio di millenni il Concilio di Pontida gliela troverà anche a loro; ma noi non ci saremo.
Il Tevere è lì che tracima; questo pezzo anche.
Allerto la Protezione Civile.
Sebino
L'Illusionista

Un titolo davvero in esclusiva,
prerogativa di nobili e bei intenti,
concesso sol a chi in alto arriva,
nei meriti, che sono intraprendenti.
Svilito par da odiosa associazione
con chi dal mondo viene molto irriso,
il cavaliere è solo Berluscone,
un brutto insulto da sbattere sul viso.
Per dare smalto a fregio ormai consunto,
più che recuperare cappa e spada
e ricordar l’Eroe dal viso smunto,
s’offre la fascia ad uomini di strada.
Certo, dei premi gli furono insigniti,
come le star calcò quel palcoscenico,
De Niro, Al Pacino, i nomi sono uniti,
ma ciò che conta è l’uso dell’arsenico.
Devi saper far bene le capriole,
urlare Woitilaccio ed esibir mutande,
Silviuccio arridere, perché lui non lo vuole,
sfoggiare versi, manco tu fossi Dante.
Perché allora escluder Celentano,
premiare in slip Morandi ed Albertini,
o Vale Rossi, che salta più lontano,
e Gregnapola, che rime sforna fini*?
Di qui al Nobel, percorso par ridotto,
e gerarchia salendo, diventi un Epurato,
poi, ex-primarie, a Sindaco condotto
e a candidato Premier subito sbalzato.
Per dare smalto, dicevo, al Cavaliere,
meglio sarebbe rimuovere dal petto,
quello di Silvio, ovvio, il medagliere,
e farlo ritornare nel suo ghetto.
Previo divieti: non scrivere canzoni,
Milano e Milan escluder dai possessi,
devolver tutte le televisioni
non fare in Borsa shopping d’interessi.
Con questo schema temo che s’arriva
non a virtuoso loop, ma a magra conclusione:
se quello lo lasciamo alla deriva
Benigni poi che fa in televisione?
C’ammorba ancor facendo il Pinocchietto,
strappa una lacrimuccia, piccolo Charlot,
continua a mettersi da donna il reggipetto,
minaccia d’esser nudo sotto il paletot?
*Licenza poetica
Il nostro paese è in questi giorni stretto
nella morsa del freddo e del gelo
Il problema, però, non è che l’Italia
ci ricordi Biancaneve
ma che i rappresentanti della Sinistra
siano Pisolo e Brontolo
Il cerume nelle orecchie mi dà problemi. Ne parlavo settimana scorsa con Briatore: ci siamo trovati di notte alla fontana di Trevi, a tirar su le monete con la calamita. Io lo faccio per combattere l’insonnia. Chi dorme poco ingrassa; non so cosa farci: tutti i mali del mondo mica li posso risolvere io.
Col cerume non ci fai niente, non c’è il riciclaggio. Che non si potrebbe neanche dire riciclaggio di cerume sporco. Lo è-
Ne produco molto e sarei felice di metterlo a disposizione dell’umanità, dare il mio contributo allo sviluppo del Terzo Mondo. Briatore mi ha detto che sono avanti coi tempi ma un consiglio me l’ha dato: mai parlare di cerume quando porti fuori una miliardaria del Bronx. Sono molto sensibili su questo tasto perché gli ricorda quando non c’erano i cottonfioc e ti dovevi arrangiare. Terribile.
L’ultima volta che sono uscito con una miliardaria del Bronx devo essermelo dimenticato. Tredici giorni fa, verso le 20/20,24, ho portato in spiaggia a Milano Marittima una disoccupata di Bronte. Ho buttato lì la mafia, per sfondare un portone aperto ma lei ha detto meglio il cerume.
La classe non è acqua.
Con Briatore il ricavato della pesca alle monete l’abbiamo versato alla Società per la Protezione del Salame Nostrano Birmano. L’ho mai sentito, ho detto io. Per forza, ha detto lui (non il salame, Briatore): è come i pemtiti di mafia da noi. Se uno è sotto protezione, non è che poi va in giro a dire piacere il sono il Salame Nostrano Birmano. Firma la sua condanna, no? e stilisti ne girano già troppi.
Ah, ecco.
Frequentare certi ceti ti allarga la mente e la conoscenza; sempre quelli del baretto, finisce che parli solo di scemenze.
Baccimi candidato sindaco a Roma, non è un problema come il cerume, ma parliamone. Nelle orecchie ti finisce uguale uguale; dopo, trovalo, il cottonfioc adatto.
Qui, per alzare il livello, volevo metterci l’inno “Bianco padre che da Roma / ci sei meta, luce e guida / in ciascun di noi confida / un esercito all’altar. / Siamo arditi della fede / siamo araldi della croce / al tuo cenno, alla tua voce / un esercito all’altar”. Ma le Paoline il lunedì mattina sono chiuse.
Peggio per loro.

Guardo la mia vecchia bilancia: segna mezzogiorno (o mezzanotte). Come sempre.
Questo, mi piace delle bilance: la loro inattività, il loro senso dell’equilibrio. Devi costringerle a muoversi altrimenti, loro se ne stanno lì perfettamente immobili. E dopo l’uso forzato tornano immediatamente al mezzogiorno.
Non come gli orologi, che gli devi dare sì la carica, ma poi vanno avanti per conto loro. Sempre lì a inseguire il tempo.
Una volta che stavo potando cactus in Arizona, mi son chiesto: “Ma lo raggiungeranno mai, il tempo?”. La risposta mi è sgorgata dal cuore: “Sei un ozioso perditempo”.
Il giorno della mia Prima Comunione, ebbi per padrino (o non siamo tutti una grande famiglia?) un mio zio (il nome è tutelato dal garante della privacy). Mi venne fatto di chiedergli: “Se lo zio è il padre di tutti i vizi, le ciulate che ti sei fatto te ….”. Sua moglie (che fosse mia zia non è importante ai fini dell’apologo) qualche dubbio doveva già avercelo avuto, perché mi diede uno sberlone sulla testa e mi disse che non mi potevo accostare all’Eucarestia (pronunciò la E maiuscola con un arial black48) se prima non mi confessavo.
Su questa frase, mi vengon via tanti di quegli spunti, che non so dove andremo a finire. Procediamo con ordine. La mia prima risposta fu che non volevo essere io il primo a dar vita al fenomeno del pentitismo; comunque, mi sarei confessato, ma non avrei mai fatto i nomi dei complici.
Poi dissi: “Però lo zio non confessa”. Fu allora che appresi la corretta pronuncia dell’espressione “Fat i cassi tò!”.
In rapida sequenza pensai che se l’Eucarestia ci teneva tanto poteva venire lei da me.
Fu quello il giorno più bello della mia vita.
Morii il giorno dopo.
Il fatto in sé mi lasciò abbastanza indifferente: sapevo che non poteva finire così, perché non avevo ancora fatto riferimento né ai musulmani né alla Treccanina di Simona Ventura (e con questo, chi mi legge per la prima volta, s’attacca).
Come a confortarmi in questa certezza, mentre su La7 la Bignardi intervistava (in replica) Mastella, sulla terza Rete l’Annunziata intervistava Toni Negri e sulla Seconda la Ventura conduceva ‘Quelli che il calcio’ (destinazione: misteriosa). Non potevo non vedere dietro ciò un chiaro disegno divino.
I disegni non li amo particolarmente; propendo per i quadri, non necessariamente di partito o aziendali. Una volta rimasi molto colpito da un quadro elettrico: una vera folgorazione.
E qui il cerchio si chiude: Folgore da San Gemignano altri non era che il più veloce trombatore di tutta la Toscana; un po’ come mio zio. Solo che quello oltre che tosco era anche furbo: bastardi non ne lasciò in giro.
Peccato che ci deve sempre essere una conclusione, percjp a volte sarebbe anche bello prender su e buonanotte ai suonatori.-
Dichiarazione euforica di Silvio Berlusconi:
Abbiamo arrestato 200 brigatisti rossi!
Ma non appena li prenderemo, li sbatteremo
subito in carcere!
Secondo me, il nano di Arcore beve
per sembrare un po’ più alticcio
La verità è che in vista della campagna elettorale
ha rialzato la cresta
segno che il trapianto di capelli ha funzionato
Infatti, in testa i capelli li ricrescono
sono le idee che gli rimangono fisse
La sua idea fissa contro la falce e il martello
lo ha fatto diventare una figura mitologica: metà nano
e metà anticomunista
Ma è sicuro di vincere le prossime elezioni
perché dice di avere un programma che è una vera
e propria bomba:
infatti, ci ha inserito il nucleare!
A parte gli scherzi
diamo anche una notizia vera
finalmente dopo duemila anni
grazie agli slogan del Cavaliere
Gesù, invece che in una stalla
potrà nascere in una casa
popolare!
La sera del 23 giugno scorso ero al telefono con un trans di Caravaggio (Bg): gli/le stavo spiegando la teoria quantistica, quando mi è andata di traverso una metafora. Superata la prima fase di soffocamento, so come fare per uscirne. Vado a S. Lorenzo in Lucina (Rm), dove ha lo studio il senatore Giulio Andreotti, gli fischio su, lui scende e andiamo a fighe insieme. (forse questo pezzo dovrei metterlo Vietato ai Minori, perché Andreotti potrebbe risultare scabroso per la tematica trattata).
Non aspettatevi grandi cose, perché lo spazio è quello che è. Ho provato a conquistarlo, portandogli fiori, invitandolo fuori a cena, regalandogli vecchi hit di Pupo: niente, è irremovibile. E’ soggetto alle sue leggi, come i musulmani; il vantaggio è che non prega cinque volte al giorno e non piscia sulle chiese di Firenze. Non ne avrebbe nemmeno il tempo. Alla Fallaci spiace, perché ci scappava un altro capolavoro per la collana ‘Orgoglio e pregiudizio’.
Dopo che ho riportato a studio Andreotti, mi interrogo: quando Dio ha inventato il mondo, si è accorto che un giorno (senza star lì tanto a precisare le date) due scassamaroni di nome Einstein e Plank gli avrebbero frugato nelle carte dei progetti? e, senza capirci un’immacolata concezione (versione cattolica della beata fava) sarebbero andati in giro a spifferare i progetti dell’Universo? La Storia si è presa la Sua rivincita: anche all’Enstein gli hanno frugato nelle carte. Ma hanno preso per studi di Fisica quantistica i suoi appunti di quando andava a fighe con Andreotti. Per esempio: E=mc2 voleva dire: Einstein esce per la seconda volta con Mariolina Cannuli. Per essere grave, la cosa era grave.
Newton, pigro che ti raccomando, gli piacevano le mele, ma era troppa fatica salire sulla pianta. Aspettava che scendessero loro. Gliene è caduta una in testa e si è inventato la teoria della gravità (Dio sa come, gli scrissero sulla lapide). Io con frequenza due/tre volte al giorno passeggio sotto le finestre di palazzo Madama: aspetto se Pera cade da una finestra e mi precipito a prenderlo in testa (per altri posti, son sempre a tempo). Voglio vedere che teoria mi invento.
La metafora poi l’ho espulsa con le feci: te ne accorgi per via che gira una puzza allusiva.
Ce ne hanno messo del bel tempo per capire che la Lega non era una metafora (farsi prestare la Treccanina da Simona Ventura: cercare ‘metafora’. Mandare fotocopia anche a Bossi = rapporti di buon vicinato).
Domani è sabato: uscire con Villaggio (non dite che la battuta è cretina, perché a forza di sentirselo dire finisce che si convince e mi viene via male. Un po’ di comprensione: parte già battuta in partenza).
Questo pezzo non è all’altezza degli altri: dovrò decidermi a cambiarli tutti di ripiano.
Chissà se questa sera Andreotti avrà voglia di uscire a fighe o se preferisce farsi intervistare dalla vedova di Luca Sofri.
Se posso, mi piace fare lunghe passeggiate nei boschi della Transilvania Superiore. Non che speri di incontrare Dracula in persona … però non mi dispiacerebbe. Gli faccio fare l’autografo sulla provetta del sangue; poi la rivendo, col ricavato compero uno stock di cartoline virato seppia del Mali anni ’50 e le baratto con la biancheria intima di Maria Giovanna Elmi il giorno che ha debuttato in televisione. Non sono un feticista, perché non so cosa significa, però a casa c’ho un’intera collezione di elmi in miniatura. Ho anche l’elmo di Scipio.
Ho sentito su Radio Maria, rubrica ‘Più maiali, meno porci’, che i musulmani italiani vogliono cambiare l’Inno di Mameli: gli dà fastidio “s’è cinta la testa”, perché la cinta è un maiale e la loro religione non consente (superiorità della religione del ‘mi consenta’). Come se Berlusconi voleva cambiare la maglia del Milan perché c’è dentro anche il rosso.
Son cose.
Il virato seppia mi è sempre piaciuto ma proprio come parole: lo chiedo anche al bar, quando non voglio prendere la solita spuma o il chinotto con un’ombra di latte. Mi piace questa faccenda del latte Nestlè perché ti trovi il latte già pronto con un’ombra. Fa il suo bell’effetto e il bambino prende più colore. Poi risparmi, perché scrive col dito.
Un sabato pomeriggio – periodo storico imprecisato – sono entrato da Gualtiero Marchesi, a Erbusco (Franciacorta) e ho ordinato: “Un virato sèppia!”. La ‘è’ l’ho pronunciata giusta, bella aperta, come usa qui al nord: l’equivoco se no è sempre pronto. Gualtiero mi ha guardato in tralice (so no cosa vuol dire, ma mi ricorda il cappellaio matto; e voi capite ….) e mi ha detto: “Tel chì ‘l pirla!” poi mi ha baciato sull’orecchio sinistro e mi ha portato (ad personam) tre sèppie coi piselli serviti su un letto della Flou disegnato da Magistretti. Mi ha esploso in faccia: “Ciapa ‘sto bel triumvirato seppia!”. Gli altri avventori hanno chiesto il bis.
Gualtiero, come tutti i Marchesi, soffre di nobiltà d’animo: nel conto non mi ha messo i piselli, carissimi perché li sguscia 1 x 1 una figona di Capo Verde: li sguscia nuda, perché così mantengono la consistenza (questa cazzata, se ci sono ancora i bambini in piedi bisogna farli sedere).
Nel conto, sempre per bontà d’animo e per venire incontro alle classi meno abbienti, non ha messo nemmeno l’Iva.
Poi dicono.
Una volta fuori, non rientro, anche se non mi hanno portato il resto. Lo lascio come caffè pagato per il primo barbone che passa.
Insomma,la Transilvania è bella: peccato che sorga (con la ‘ò’ bella larga, se ci sono i bambini) in Romania, genti aduse al furto, spaccio, impalazione, vampiraggio tipo AVIS, indumento alla prostituzione. Tutte materie che esportano anche qui da noi.
Non capisco come fanno a non essere musulmani, perché così la Lega non può attaccarli in quanto tali.
Anche i terroni sono cattolici, ma cosa vuol dire.
Qui non si parla di quel tristo contratto,
stilato alla presenza di Italiani,
usò di mano un teatrale atto,
che indusse lor a eleggere i sovrani.
Abbiamo scienza infusa nelle vene,
frutto di Master e testi doc ispirati,
per niente un Professore, e non sirene,
guida la squadra degli Illuminati.
Noi si lavora sodo ad un Programma
che faccia svoltar le sorti del Paese,
che versa nel ben noto melodramma
cui popolo sta ancor pagando spese.
Dunque, il programma, faccio una premessa:
esso è stilato, dopo che in vari mesi,
abbiam seguito corsi e udito messa
su come programmi vadano ben stesi.
I seminari dettano istruzione:
prima v’è il titolo. Ed eccolo: Programma.
Poi c’hanno insegnato la formattazione,
il font, maiuscole, vietato l’anagramma.
Dopo che s’è acquisito il risultato,
lanciammo un Forum fra gli addetti:
è preferito bold o virgolettato?
E press-release mandammo, ben perfetti.
Ci ritirammo in fretta, fuga a Assisi,
urgeva di far presto un tondo punto,
sul fatto che Programma a tutti i visi
s’aveva diramato, ed era giunto.
Dunque il programma… E wait un momentino!
Devo auscultar notizie dal Corriere
che annuncia, con verbo sopraffino,
che abbiam Programma messo nel cantiere…
Dunque … oh senti, io non ho paura,
di rivelarti il testo del Programma,
solo che sento in gola qualche arsura.
Ok, ti mando un telegramma.
Primo comandamento: “Cancellare
qualsiasi fiato venga dal governo”
Aspetta, dai, mi vado ad asciugare,
che questo statement mi pare già un inferno.
Secondo… primo: “Siamo noi Italiani,
quindi facciamo parte dell’Europa,
e invero par che Americani
non appartengan al continente sopra”
Che, posso riposarmi ora?
O vuoi che dica terzo: “Economia”
Oh no, saltiam, il ciel di grigio si colora…
ergo parliamo tosto d’energia.
Ispirazione nobile ora sento…
del nucleare aborro le intenzioni,
voglio che nascan sol mulini a vento
che soffino in favore alle elezioni!
Sono stato assunto per falciare le alghe sul Mincio. Tutti questi musulmani nell’area gli hanno fatto venire un’allergia che si chiama escrescenza. L’ho letto sulla Treccanina della Simona Ventura. L’altra sera l’ho portata fuori a cena, perché dentro non c’era più posto. Non dentro la Simona, che non mi permetterei mai. A cena ho portato fuori la Ventura, non la Treccanina Per quanto.
Lei la Treccanina ce l’ha sempre dietro, per capire la battute del Gnocchi. Noi in famiglia abbiamo solo la Garzantina e lì non c’è le battute del Gnocchi. Per risparmiare sulla carta. Battute di caccia, sì, una.
Un fine settimana non di ponte mia sorella ha incontrato il Hene sul Lungo Rio delle Amazzoni che adescava pirana di media taglia. Gli servono per la campagna pubblicitaria della sua nuova linea di gnocchi e tortellini: Pirana, quelli che mordono il gusto. Mia sorella si è offerta come soubrette ma lui ha gentilmente declinato l’invito e reclinato il capo. O anche viceversa, che è la stessa cosa, come dire Gene Gnocchi o Gnocchi Gene: il risultato non cambia. E siamo alla fine del primo tempo.
SIPARIO
Talvolta sui campi di calcio sbocciano grandi amori: il lunedì li puoi leggere sulla Gazzetta Rosa, detta ‘la Liala dello spogliatoio’.
Io non frequento più l’ambiente dai tempi che l’Inter c’aveva in porta Giuliano Sarti. Da piccolo ho giocato nei pulcini della Pro Missioni: allora non si correva il pericolo, non c’era l’aviaria.
Parallelamente Storace militava nella squadraccia della Pro Patria: prometteva bene, Lui; per questo Berlusconi l’ha chiamato a sé.
Da piccolo per pagarmi gli studi facevo il raccattapalle: non si guadagnava bene, ma mi lasciavano falciare l’erba del campo, per i conigli. Per arrotondare portavo i miei compagni di squadra a vedere come si accoppiano, perché allora il sesso non te lo tiravano dietro da tutte le parti come adesso.
Una volta Storace mi ha bruciato tutte le figurine Panini, Gigi Meroni compreso: avevo ricamato “W il grande Partito Comunista di Gramsci, Togliatti, Longo, Berlinguer” sui mutandoni di lana del Mister. Gli Editori Riuniti mi hanno subito ingaggiato come correttore di bozze.
Lì ho conosciuto Sabina Ciuffini, che militava di nascosto da Mike Bongiorno, già destinato a Canale5. Lei distribuiva volantini davanti alle fabbriche con su scritto in caratteri cirillici (traduzione a fronte di Giulietto Chiesa): “Operai di tutto il mondo, unitevi! non avete da perdere che le vostre catene di montaggio”. Gli operai si sono uniti e hanno dato vita al PCI, PSIUP, PdUP, LC, AO, MLS, NSU, PC-ML, DP, PRC, DS – varie ed eventuali.
Chi rischiava tutto, però, era Mike, che lottava ogni giorno tra la vita e la morte. Cerebrale. Massimo Inardi era stato ingiustamente accusato di leggere nel suo pensiero: ai posteri l’ardua sentenza.
C’era anche quell’altro, il sacrestano bresciano che indovinava tutto perché aveva come talismano un culo della madonna.
Questa battuta quando rivedo le bozze la cancello perché fa piangere il papa; dopo gli si rovinano le scarpe di Prada.
Anche questa la cancello, perché contiene pubblicità occulta, come il sangue nelle feci.
Questa, sono indeciso. Sentire Umberto.
No Bossi: Veronesi.
- Come si scrive “ Latte Nestlè ”?
- Intingendo la penna nel biberon!
- Ma perché si dice “non piangere sul latte versato”?
- Perché con un buon smacchiatore si tolgono facilmente
le macchie di inchiostro!
L’attacco di panico lo combatto reagendo. Prendo su l’Ape e vado a Silvi Marina a bucare le ruote dei carrettini dei gelati. Strumento: un tagliacarte fregato dalla scrivania di Megan Gale durante un tentativo di adescamento (mio).
Direte: perché Silvi Marina? Dirò; perché è il primo nome che mi è venuto in mente.
Lì, in una algida (è da qui che si capisce che il pezzo è raffinato) notte di dicembre (l’anno, ho dei dubbi) mi sono trovato fianco fianco con l’ambasciatore dello Swatziland a San Marino: lui si teneva in allenemento all’uso della lancia. Ha tutta la gamma, beta, delta e kappa comprese. E’ molto amico di Luca Cordero di Montezemolo: condividono la passione per la caccia al muflone sardo; spesso il Cordero va giù da lui a sciare quando qui è estate e là anche, perché lo Swatziland gli ricorda la Switzerland. Vanno sul Kilimangiaro e qui scatta l’associazione di idee. Un mattino l’ambasciatore colò (lampadina!) il tè della colazione usando un calzino non in tinta con il resto della bevanda. Luchino, un vero dandy, bevve senza battere ciglio; al termine fece recapitare al negrone il suo biglietto da visita e l’invito a comparire la mattina dopo ai cessi della stazione metropolitana di Cordusio, per vedere chi ce l’aveva più lungo. La Storia non tramanda l’esito della contesa. Si sa però per certo che Mario sconfisse i Cimbri e i Teutoni nel 103 a.C., il quale attese apposta a nascere 103 anni dopo, così restava immortalata quella data e non un’altra.
Fu un grande sacrificio, ripagato dalla crocifissione: essa ha fatto sì che Gesù il crocifisso sia il simbolo religioso più diffuso nel mondo, dopo radio Maria. Non serve nemmeno sintonizzarvi: lo trovate sempre, anche non cercandolo, nelle aule dei tribunali; la Giustizia, a volte.
I musulmani non riusciranno mai a sostituire la croce con la mezzaluna; a me però essa sembra più utile nel triturare il prezzemolo per la salsa verde e la carne per le polpette. Il pesto aglio, olio e sale, invece, nel mortaio.
Fu così che gli italiani sconfissero gli austroungarici nella Prima Guerra Mondiale. Nacque allora il primo canto leghista: “Il Piave mormorò: non passa lo straniero!” (s’udiva intanto dalle armate sponde sommesso e lieve il ripudiar dell’onde).
Io la soluzione ce l’ho: si convoca a Cassano d’Adda il Concilio dei musulmani di tutta Italia (isole minori comprese; controllare agibilità collegamenti marittimi): il Concilio Cassano Primo. Quando sono tutti lì col culo per aria, gli fai partire una carica di tutti i maiali d’allevamento della Padania (ideologicamente caricati): il suino percepisce l’avversione fisica, ci resta male e, per il principio della transumanza, si converte in massa all’islamismo (Bossi ci resta male, sviluppa l’allergia e rifiuta di assumere grana padano). I credenti puri, per evitare la contaminazione, abbandonano in massa l’Italia e si trasferiscono a san Marino, che non è dotato di porcilaie.
L’ambasciatore dello Swatziland è contento, perché trova tante ruote da bucare senza andare a Silvi Marina (la benzina è cara per tutti).
Qui volevo metterci una fetta di mortadella (satira politica per metafora); poi i musulmani non mi leggevano.
Non posso permettermelo.
Tristi canzoni di Luigi Tenko,
le lascio a quei momenti molto incerti.
Music è altrove, e quindi stereo spenko,
chè quattro note intonano concerti.
Tal sinfonia io mai riconosheva,
volava sopra l’aria silenziosa,
dentro il bicchiere acqua si mesheva
con vodka doc. Mi par di bere a iosa.
Mentre mi sdraio stordita sul divano,
odo arrivar novelle più vicine.
Non era ancor partito il brasiliano.
Non fece poker. Guardava le vetrine.
Pare che tutte le intravedano.
Le giornaliste cavallette più aggiornate,
lor che sondaggi, crudi come sedano,
elencano su queste impolverate.
Qui non si parla delle arzille donne,
pronte su Baudo il telecomando,
fedeli di Rai1 e pure nonne,
calcio e motori messi al bando.
Le sondaggiste credon di scovare
quelle pie donne cui dentro cova serpe,
che vanno a Messa e corrono a votare
liberazione donna con spirito solerte.
Come se una, andando a shop da Fendi,
pensando a una Madonna più blasfema,
non possa aver di fede alcuni intenti
che cozzan col moderno di D’Alema.
Il Papa, poverino, è pure lui un’icona,
amata e venerata come tale,
tanto CattWoman somiglia più a Simona
e non rispetta più Santo Verbale.
Visto che si sondaggia questo e quello,
si fanno tre telefonate alle tre amiche,
ed ecco di cattoliche modello
che sono solamente delle fiche.
Ma tu, cosa ne sai chi sono quelle?
Entrata sei nel lor confessionale?
Oppur di Gruber segui marachelle,
spacciandoti da esperta o come tale?
CattWoman non esiste, è un fumetto,
risale al 1937,
nascosto di Cenerentola ha l’aspetto,
le donne son quelle con le tette.
Le donne con le palle in Chiesa non ci vanno,
non pregan mai la sera, prima di dormire,
dicon tre No, senza seguir l’inganno
dell’astensione, al Papa da obbedire.
Le donne toste difendono l’aborto,
libere come sono di far sesso,
se poi intravedono un sol capello torto,
urlano all’assassino come ossesso.
Si azzera la cattolica, si ridisegna mappa,
son tutti progressisti al Bel Paese.
Sospetto che paura qui ci scappa:
Restaurazione pare un brutto arnese.
Teo-con, Ferrara paion dei spauracchi,
a lor si attribuisce Ancient Regime,
le donne tutte portano alti i tacchi
e ai Santi non rivolgon più le rime.